Comune di Ventotene

L'intervento presso il Comune di Ventotene merita un approfondimento particolare. Qui l'intervento è partito nella fase propedeutica all'insediamento dell'Amministrazione che avrebbe poi governato il Comune per i successivi cinque anni. In questo caso la formazione-intervento è stata utilizzata per condividere con i cittadini che avrebbero poi votato la nuova Amministrazione la strategia che il candidato che si era proposto di candidarsi a sindaco avrebbe portato avanti.
L'intervento si è svolto in modo classico:, con qualche variazione nella sequenza
1. fase di condivisione strategica,
2. fase di progettazione partecipata.
3. fase di formulazione strategica.
Nel processo classico la fase 3 diventa la fase 1 perché l'Amministrazione in carica definisce "a monte" una strategia che poi condivide all'interno dell'Amministrazione e con i cittadini, subito dopo. Quella strategia dovrebbe essere stata già definita e pubblicata nel Piano Politico che viene proposta pubblicamente per conquistare i voti degli elettori.
In questo caso si trattava di costruire il Piano politico coinvolgendo i cittadini nella sua definizione.
Gerardo Santomauro è stato colui che aveva causato la decaduta dell'Amministrazione in carica e che intendeva candidarsi a sindaco. Egli è anche stato colui che ha coinvolto Renato Di Gregorio in questa operazione di formulazione strategica partecipata.
La scelta di impegnare Di Gregorio nell'iniziativa è derivata dalla notorietà che il consulente aveva nel territorio per la gestione dell'Associazione dei Comuni SER.A.L.
La scelta di usare la metodologia per raccogliere la condivisione dei cittadini sul Programma e sulla candidatura è nata dal confronto tra i due personaggi avvenuto in un bar di Spigno Saturnio.
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il laboratorio di cittadinanza attiva è stato organizzato presso la Sala Polivalente di Ventotene. Il dibattito ha portato a prevalere l'idea di puntare strategicamente alla valorizzazione del ruolo che ha avuto l'isola nel corso del periodo fascista, quando fu scelta per organizzare sull'isola il Confino e per il significato che ha avuto nella costruzione dell'Europa la scrittura, durante il periodo del Confino, del Manifesto per una Europa Libera e Unita, ribattezzata come "il Manifesto di Ventotene". La seconda opzione sarebbe stata quella di aumentare le attrazioni per il turismo balneare (discoteche, manifestazioni, musica e sport). L'analisi che fu fatta è che il turismo estivo era già abbondante e redditizio, mentre si doveva incrementare la presenza sull'isola di un turismo che preferiva la frequentazione nei periodi non estivi (autunno e primavera) per evitare periodi troppo lunghi di mancanza di persone con conseguente chiusura di esercizi e attività anche per i residenti. Alcuni suicidi mostravano una difficoltà psicologica dettata dalla solitudine che i residenti vivevano per tanti mesi.
29/10-10/12/2016 - Progettazione partecipata
La progettazione partecipata si è sviluppata in tre workshop organizzati nell'atro della Scuola primaria di Ventotene:
- il 29 ottobre
- il 19 novembre
- il 10 dicembre
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Il Progetto è stato finanziato dalla Regione Lazio dopo un incontro con il dott. Smeriglio (vicepresidente della Regione Lazio) . L'obiettivo è stato quello di offrire ai giovani di Ventotene le stesse opportunità che hanno i loro coetanei in terra ferma. Se ha Formia i giovani possono fare sport, fare musica, fare inglese, ecc. anche i giovani di Ventotene lo devono poter fare. Se vivere in una scuola grande come quella di Formia può servire ad acquistare comportamenti organizzativi e sociali utili per la vita in comunità, lo stesso diritto va concesso anche ai giovani ventotenesi per evitare che crescano senza regole e senza confronti. La metodologia della formazione-intervento utilizzata ha avuto anche la finalità di rendere coscienti del ruolo che Ventotene ha in Europa, la storia del Confino, la scrittura del Manifesto e lo sviluppo storico dell'Europa. Questo è stato un programma specifico che ha curato per loro Renato Di Gregorio.
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Era d'obbligo far acquisire a Ventotene "la bandiera d'Europa" . Renato Di Gregorio, delegato dal sindaco di Ventotene ai Progetti strategici, ha lavorato per predisporre e presentare il Dossier al Consiglio d'Europa e ottenere così questo importante riconoscimento.
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Il Marchio del Patrimonio Europeo è uno dei riconoscimenti più importanti che si possa avere. Esso qualifica il ruolo dell'Ente per gli sforzi fatti e da afre per sostenere i valori e i principi dell'Europa. Prevede un impegno progettuale da parte del richiedente e un controllo da parte della Commissione Europea. Consente un confronto con tutte le realtà dell'Unione Europea che hanno avuto lo stesso riconoscimento. All'epoca della presentazione della candidatura solo tre enti italiani avevano avuto questo riconoscimento. Con Ventotene i riconoscimenti per l'Italia sono saliti a quattro. La preparazione da parte di Renato Di Gregorio è stata lunga e laboriosa, anche perché il format da presentare era in inglese. Il processo realizzativo ha avuto l'appoggio e il conforto dell' on. Silvia Costa, che all'epoca era il Commissario del progetto di recupero del Carcere borbonico di Santo Stefano e della dott.ssa Scungio del Ministero della Cultura.