Ergonomia

Cosa è L'Ergonomia
Cosa è l’Ergonomia e qual è la sua finalità
L’Ergonomia, dal greco ἔργον, "lavoro, azione", e νόμος, "legge naturale, regola”, è un campo di studi scientifici che ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di benessere psicofisico degli esseri viventi e che a tal fine si avvale delle diverse branche della scienza di cui favorisce l’integrazione attraverso processi di progettazione partecipata.
Il contesto teorico da cui nasce la SIE
Nel 1949 lo psicologo inglese Kenneth Frank Hywel Murrell fu colui che scelse il nome per questa nuova impostazione scientifica sperimentata in studi concernenti il miglioramento delle prestazione dei militari dell’aviazione britannica. La teoria di Murrell, presentata nel testo “Ergonomics. Man in his working Environment” (1965)1, si può riassumere nell’espressione "To fit the job to workers" (adattare il lavoro all'uomo) che getta il seme per uno dei princìpi cardine dell’ergonomia: studiare il lavoro considerando l’Uomo variabile principale del sistema in cui opera e farlo in modo interdisciplinare. Una sorta di Rinascimento moderno, che richiama l’uomo come principe del sistema, in un primo momento incentrato sul lavoro, per poi rivolgersi a tutti i tipi di attività e a tutti i contesti di vita.


La SIE Lazio
Intorno agli anni ’70 cresce l’impegno dell’Ergonomia nell’ambito dell’industria siderurgica.
Mentre a Milano Antonio Grieco, Luigi Bandini Buti, Gabriele Cortili e molti altri studiosi e consulenti contribuivano, con i loro studi e le loro sperimentazioni, al consolidamento della SIE, nel 1968, a Roma, nasceva il Settore Ergonomia presso l’IFAP, Istituto per la Formazione e l’Aggiornamento Professionale dell’IRI, che mostrava in questo modo il suo interesse per questo campo di studi. Il responsabile del Settore Ergonomia, il sociologo Elio Uccelli, aveva condiviso questo interesse con Raffaello Misiti, direttore dell’Istituto di Psicologia del CNR, con Mario Maggio, allora direttore dell’ENPI, con Gastone Marri che con-dirigeva una struttura sindacale unitaria: il CRD (Centro Ricerca e Documentazione su rischi e danni da lavoro), impegnato in studi e sperimentazioni sui gruppi di lavoro omogenei per la difesa della salute.
La collaborazione con queste persone e con esperti, enti, aziende che iniziavano ad impegnarsi in questo campo di studi e con l’Action Ergonomique, presieduta da John G. Fox, che agiva nell’ambito della CECA per la Comunità Europea, ha consentito di condividere idee e promuovere esperienze interessanti. Nel gruppo di consulenti che lavorava in quegli anni con Elio Uccelli sono passati esperti in discipline diverse (industrial designer come Piero Cutilli, psicologi cognitivi come Sebastiano Bagnara, sociologi dell’organizzazione come Ivetta Ivaldi, ingegneri come Franco Filippi, medici come Silvio Colli ecc.). Alcuni si sono appassionati, hanno contribuito al consolidamento dei criteri di base e alla sperimentazione del metodo partecipativo e hanno continuato negli anni a promuovere l’Ergonomia nelle loro attività.
Il risultato del lavoro svolto trova una sua efficace testimonianza in alcuni libri pubblicati in quegli anni.
Dopo la chiusura del Settore Ergonomia dell’IFAP nel 1983 quella ricchezza di pensiero e sperimentazione perde il suo punto di riferimento ma il 24 settembre 1991 viene costituita, da Piero Cutilli e Ivetta Ivaldi, la Sezione territoriale della SIE nel Lazio presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Rapporto tra Ergonomia e ODL
Negli anni ’70 in Italia, oltre al gruppo dell’IFAP, molti ricercatori si sono occupati di migliorare le condizioni di lavoro evidenziate dai gravi conflitti che erano nati in seguito al cosiddetto “Autunno Caldo” del ’68. Studiosi, consulenti e ricercatori aziendali come: Federico Butera, Silvano Del Lungo e il gruppo dei Ricercatori dell’Organizzazione del Lavoro (ODL) dell’Italsider (tra cui Lucio Rouvery, Paolo Montobbio, Sergio Micheli, Renato Di Gregorio), dirigenti e tecnici di Aziende come la Pirelli, la Fiat, le Acciaierie di Terni ed altre, portavano avanti studi e ricerche sul lavoro, sui sistemi di inquadramento, sulla progettazione dell’innovazione tecnologica e degli impianti produttivi. Nel testo di Ivaldi e Uccelli (cit.) è riportata l’esperienza maturata nell’Acciaieria di Bagnoli da Maurizio Fecarotta, uno dei ricercatori dell’ODL.
In IFAP venne così costituito un gruppo di progettazione delle attività formative con dirigenti di Aziende IRI interessate a sperimentare i principi e i metodi dell’ergonomia. Tra queste anche l’Italsider, le Acciaierie di Piombino e poi l’Aeritalia, dove Renato Di Gregorio - e dei suoi colleghi che vi si erano trasferiti dall’Italsider - lavoravano per il miglioramento dell’Organizzazione del lavoro con la metodologia della ricerca-intervento.
Gli interventi sono poi proseguiti in Enichem ad opera di Renato Di Gregorio. La ricerca-intervento qui ha avuto una sua evoluzione e si è trasformata in formazione-intervento.
La struttura organizzativa della SIE
Il livello nazionale
La SIE (www.societàdiergonomia.it) ha una struttura centrale e delle sezioni territoriali, attualmente presenti in alcune regioni italiane. È federata alla IEA (International Ergonomics Association) cui fanno capo anche le altre associazioni nazionali costituite nel mondo.
Secondo lo Statuto (www.societadiergonomia.it/la-sie/) il Presidente e il Consiglio Direttivo nazionale, entrambi eletti dall’Assemblea dei Soci, garantiscono la direzione strategica e organizzativa dell’Associazione e il budget complessivo.
Il Consiglio Direttivo nazionale è composto da nove consiglieri, dal Presidente, dal Past President e dai Presidenti delle Sezioni regionali.
La sede è presso la Clinica del Lavoro dell’Università degli Studi di Milano, Via S. Barnaba 8.
La segreteria è affidata a R.M.Società di Congressi S.r.l, gestita dalla dr.ssa Rosaria Marmo (segreteria@societadiergonomia.it. tel.0270126367).
A livello regionale, laddove il numero dei soci lo consente, è presente una sezione territoriale gestita da un direttivo e da un presidente eletto dai soci ivi residenti.
Il livello regionale
La SIE è articolata in Sezioni regionali
La SIE Lazio (www.sielazio.it) è una delle Sezioni più antiche dell'Associazione perchè nasce dalla fusione tra il gruppo di Ergonomia dell'IFAP (prevalentemente organizzatori del lavoro). e il gruppo milanese di Antonio Grieco (Medicina del Lavoro della clinica del Lavoro di Milano)
Renato Di Gregorio ha svolto il ruolo di Presidente della Sezione Lazio dal 2016 al 2022 per i due mandati previsti dal Regolamento.
I Gruppi della SIE
Tra i diversi Gruppi nazionali costituiti vi è:
- il gruppo dei Master in Ergonomia, coordinatrice: Ivetta Ivaldi
- il gruppo dell'Orgonomia del Territorio, coordinatore: Renato Di Gregorio
I Campi di applicazione
I primi interessi di tipo ergonomico si sono rivolti all’interazione tra l’uomo e la macchina, particolarmente là dove era più sfavorevole per la salute o là dove l’errore comportava gravi pericoli. Il riferimento è stato in primo luogo il posto di lavoro con l’attenzione a discipline quali l’antropometria, la fisiologia, la biomeccanica, la psicologia cognitiva, la medicina del lavoro, l’ingegneria etc. Abbastanza rapidamente però si è passati dal sistema uomo-macchina al sistema uomo>macchina>ambiente che permetteva di considerare problematiche più ampie e sistemi più complessi.
La psicologia cognitiva ha avuto un crescente rilievo nello studio delle interfacce cognitive digitali, dell’interazione tra l'uomo e gli strumenti di elaborazione dell’informazione, i processi cognitivi coinvolti (es. percezione, attenzione, memoria, linguaggio, emozioni) e le soluzioni per l’usabilità nel rapporto uomo-computer6.
Aziende come la Fiat e l’Alfa Romeo hanno attivato sezioni interne di specialisti di ergonomia per progettare le nuove auto. Le aziende aerospaziali come l’Aeritalia hanno studiato l’abitacolo degli aerei e soprattutto le cabine di guida, in base alle caratteristiche fisiche dei piloti dei paesi acquirenti ma anche per problemi dovuti a risposte veloci a stimoli improvvisi, come era avvenuto peraltro nei primi studi di Murrell.
Si è sviluppata anche l’ergonomia di prodotto che ha cercato di rispondere ai bisogni, alle aspettative e difficoltà di uso che l'individuo esprime, o può incontrare. È importante la progettazione del rapporto tra individuo e prodotto in base alle attività richieste dal suo impiego, alle differenti condizioni nelle quali può essere utilizzato e al contesto nel quale si trova ad usarlo. Il marketing dei prodotti progettati in modo ergonomico ha avuto fino ad ora uno sviluppo poco controllato e sostenuto dagli stimoli del mercato competitivo per cui si vende spesso il prodotto ma non la progettazione del contesto d’uso.
Il lavoro inoltre è andato assumendo nuove caratteristiche, sempre meno legato allo sforzo fisico e sempre di più volto allo scambio, alle relazioni, al carico di lavoro mentale. È un problema che coinvolge per certi versi la medicina del lavoro, ma soprattutto l’ergonomia relazionale-organizzativa, volta a progettare, ottimizzare il macrosistema e quindi i sistemi socio-tecnici, le strutture organizzate, ii rapporti interpersonali e la cultura.
Le leggi sulla sicurezza confluiscono nel T.U. 81 del 2008, che riconosce questi aspetti come rischi psicosociali e stress lavoro-correlato (art.28). Il T.U. fornisce anche un grosso impulso all’impiego degli ergonomi nelle organizzazioni pubbliche e private sia per contribuire ai miglioramenti nel campo della sicurezza, sia per studiare soluzioni utili a garantire il benessere organizzativo.
Anche l’ergonomia degli spazi vitali si sviluppa rapidamente. Architetti, come Bandini Buti, ne sono stati i principali sostenitori e hanno allargato il campo agli spazi di vita negli ambienti costruiti7. Lo sviluppo della ricerca si dirige in tre direzioni: da una parte nella progettazione degli spazi, dei lay out, degli accessi, delle esposizioni, della piacevolezza ecc, dall’altra nella scelta dei materiali ecocompatibili e più recentemente nella progettazione dei sistemi di recupero energetico.
L’ergonomia del territorio nasce alla fine degli anni '90 grazie a Renato Di Gregorio. Questo approccio all'ergonomia sottolinea come negli anni l’attenzione alla qualità della vita dei lavoratori e l’attenzione al benessere individuale (spazi abitativi e prodotti di consumo) si sia allargata al benessere collettivo. In questo caso si punta al benessere che provano i cittadini e gli altri esseri viventi su di un territorio



Il territorio è un’organizzazione che possiamo immaginare come uno spazio, circoscritto da un certo numero di Comuni, in cui l’azione dell’ergonomo è mettere assieme la pluralità di organizzazioni che vi operano e integrarne l’azione come si farebbe normalmente tra le funzioni di una stessa organizzazione per perseguire strategie di sviluppo condivise e ottimizzazione strutturale interna. In questo caso l’Ergonomia come cerca di favorire il benessere dei lavoratori in un’organizzazione, nel caso dell’Organizzazione Territoriale cerca di favorire il benessere dei cittadini e degli esseri viventi che ne fanno parte.
Metodologie di intervento ergonomico
Così come si è verificato un ampliamento delle aree nelle quali l’Ergonomia ha trovato una utile applicazione così vi è stata un’evoluzione delle metodologie che hanno caratterizzato l’intervento progettuale degli ergonomi e che arricchiscono il bagaglio professionale di chi esercita questa professione.
Accanto alle metodiche di intervento che caratterizzano le singole discipline per cui, ad esempio, il carico mentale si misura in un determinato modo, lo sforzo fisico si misura in altro modo, la luminosità o la rumorosità si misurano in altri modi ancora, si collocano le metodologie che consentono di sviluppare i criteri di base dell’intervento ergonomico: l’integrazione dei portatori di conoscenze di discipline diverse (interdisciplinarietà), la partecipazione dei fruitori beneficiari che serve a determinare soluzioni condivise e l’approccio sistemico (uomo>macchina>ambiente).
Negli anni ’70 si è iniziato a sperimentare su obiettivi di macroergonomia la metodologia di Intervento ergonomico partecipativo, che comporta la creazione del gruppo operativo composto da tecnici e rappresentanti dei fruitori per realizzare l’analisi delle problematiche oggetto dello studio e individuare soluzioni ergonomiche da sottoporre al gruppo decisionale, composto dai responsabili a diversi livelli del contesto.
Parallelamente e con molte occasioni di integrazione si è pure sviluppata la formazione-intervento che viene utilizzata per condividere un processo progettuale tra gli attori coinvolti e finalizzare in un tempo dato una soluzione di miglioramento condivisa10. Quest’ultima viene parallelamente usata per facilitare l’apprendimento che un processo progettuale siffatto consente.
Al centro della metodologia vi è il processo di “progettazione partecipata” che consente alle persone di un’organizzazione o di un territorio di sviluppare soluzioni di miglioramento e di utilizzare il processo come modalità efficace di apprendimento.
Riferimenti bibliografici
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1 K.F.H. Murrell Man in His Working Environment Chapman & Hall, London 1965; trad. It. Ergonomia L’uomo e il lavoro ISPER Ed. Torino 1967 con la presentazione di Caio Plinio Odescalchi,
2 S.E.Uccelli F. Amatori (a cura di) La Fabbrica Ristrutturata, F. Angeli, Milano 1978;
3 S.E.Uccelli I. Ivaldi (a cura di) L’Organizzazione del Lavoro in Europa, F. Angeli Milano 1981;
4 R. Di Gregorio, Il caso Aeritalia in F. Butera La Progettazione Organizzativa F. Angeli Ed. Milano 1983;
5 R. Di Gregorio La Formazione Intervento nelle Organizzazioni ed. Guerini Milano 1996;
6 S. Bagnara L’attenzione Bologna Il Mulino 1984;
7 R. Di Gregorio, La formazione Intervento come metodologia ergonomica in I. Ivaldi (a cura di) Ergonomia e Lavoro, ed. Liguori, Napoli 2005;
8 L. Bandini Buti, Ergonomia Olistica F. Angeli, Milano 2008;
9 R. Di Gregorio L’Organizzazione territoriale ed. Guerini. Milano 2010;
10 I. Ivaldi Progetti di benessere Ergonomia, partecipazione, consapevolezza F. Angeli Milano 2010;
11 R. Di Gregorio La metodologia della Formazione Intervento ed. Impresa Insieme S.r.l. Milano 2010;
12 R.Di Gregorio. La Formazione Intervento® quale strumento possibile per la diffusione del Design for All nella Pubblica Amministrazione in “Possibili metodi, strumenti, applicazioni” (a cura) di Isabella Tiziana Steffan. 2011
13 R. Di Gregorio, La Progettazione Partecipata, ed. Impresa Insieme S.r.l. , Milano 2018

ATTI DEI CONGRESSI
Tra i testi che fanno parte della biblioteca dell’Ergonomo vanno inclusi gli Atti dei Congressi nazionali pubblicati:
- Atti del II Congresso Nazionale, Ergonomia. Esperienze in Italia a cura di A. Grieco,1980, Milano, F. Angeli ed.
- Atti del III Congresso, Ergonomia, innovazione tecnologica e sviluppo Nazionale, 1985, Torino, Celid
- Atti del IV Congresso Nazionale, Obiettivo Ergonomia. Ischia 1988 Napoli Cuen
- Atti del V Congresso Nazionale, Ergonomia e progetto 1993, Palermo
- Atti del VI congresso Nazionale, Governo delle tecnologie, efficienza e creatività. Il contributo dell’ergonomia. a cura di Michele La Rosa, 1997, Bologna, Monduzzi ed.
- Atti del VII Congresso Nazionale, L’ergonomia nella società dell’informazione. Ambienti, organizzazioni, servizi e prodotti Firenze, 2001 4
- Atti dell’VIII Congresso Nazionale, L’ergonomia tra innovazione e progetto: sistemi di lavoro e stili di vita, Milano, 2006
- Atti del IX Congresso Nazionale Ergonomia: valore sociale e sostenibilità, Roma, 2010, ed. Nuova cultura
- Atti del X Congresso nazionale, L’ergonomia verso un modello di città sostenibile: fattore umano, tecnologie, inclusione sociale, comunicazione”, Torino, 2013 ·
- Atti dell’XI Congresso Nazionale, Ergonomia: sfide sociali e opportunità professionali. Dalla creatività alla pratica per aumentare l‘impatto dell‘ergonomia nella società, Napoli, 2016
La certificazione dell'Ergonomo
Ci sono tre livelli di certificazione
1. la certificazione di socio SIE (ordinario, tecnico, professionista)
2. la certificazione di Ergonomo Europeo (EUR.ERG) rilasciata dal CREE (www.eurerg.eu)
3. la certificazione secondo la Norma UNI 11.934 del 2024 con nove livelli di specializzazione.