a. Ministeri
Ministero della Giustizia
La prima esperienza di formazione-intervento nell'ambito del Ministero della Giustizia italiana, Impresa Insieme la conduce in Sardegna, presso la Corte di Appello di Sassari.
Avendo realizzato un progetto importante di formazione-intervento presso il Comune di Sassari e avendone dato diffusione sul territorio sardo per impegno verso il Dipartimento della Funzione Pubblica, il responsabile della formazione in loco, la dott.ssa Sechi ne era venuta a conoscenza e aveva deciso di sperimentare l'applicazione della metodologia ad un caso di cambiamento organizzativo critico, quello che nasceva dalla creazione del "giudice unico".
L'intervento ha un discreto successo.
Più tardi, la responsabile della formazione della Corte di Appello di Campobasso, nella regione Molise, che aveva avuto riscontri positivi sia da Sassari che dal Comune di Campobasso dove era stata realizzata una rete di SUAP per ben 32 comuni, decide di applicare la metodologia in un programma di formazione sul tema della Comunicazione pubblica. Il programma parte ad ottobre del 2003 e coinvolge i dirigenti e i cancellieri di tutta la regione. Il caso è riportato sul Manuale della Formazione Intervento edito nel 2005 da Impresa Insieme e viene illustrato di seguiito
La direzione generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia, che aveva messo nelle sue linee programmatiche per la formazione del 2004 l'uso della formazione-intervento chiede dunque al prof. Di Gregorio di realizzare un programma di formazione per tutti i formatori presenti nella struttura centrale e periferiche della Giustizia sull'uso della metodologia.
Il programma, di due giorni, si svolge a Fiuggi a maggio del 2004.
Partono dunque i progetti di formazione-intervento per il coinvolgimento dei dirigenti di tutte le sedi in Italia. L'obiettivo sarà quello di fare in modo che i dirigenti apprendano la metodologia per utilizzarla al fine del coinvolgimento partecipativo dei propri collaboratori su progetti di miglioramento dell'efficienza dell'organizzazione del lavoro e della qualità dei servizi erogati alla collettività. I dirigenti si eserciteranno nell'uso della metodologia realizzando il piano di formazione per il 2005.
Il prof. Renato Di Gregorio, assieme alla dott.ssa Mancini, realizzerà il programma che coinvolge tutta la dirigenza della regione Sicilia e che si sviluppa dal 18 di novembre 2004 al 14 di dicembre del 2005.
Il prof Di Gregorio, parallelamente realizzerà anche il programma di coinvolgimento di tutta la dirigenza della regione Lombardia.
Il racconto dell'esperienza complessiva viene pubblicato sull'8° Rapporto sulla Formazione Pubblica edito dalla Scuola Superiore della P.A. in occasione del FORUM P.A. del maggio 2005.
La dirigenza della regione Sicilia rinnova l'esperienza con un successivo programma di formazione-intervento su uno dei progetti inscritto nel programma di formazione 2005 e cioè quello teso ad aumentare la competenza della dirigenza sulla "gestione delle risorse umane".
Avendo realizzato un progetto importante di formazione-intervento presso il Comune di Sassari e avendone dato diffusione sul territorio sardo per impegno verso il Dipartimento della Funzione Pubblica, il responsabile della formazione in loco, la dott.ssa Sechi ne era venuta a conoscenza e aveva deciso di sperimentare l'applicazione della metodologia ad un caso di cambiamento organizzativo critico, quello che nasceva dalla creazione del "giudice unico".
L'intervento ha un discreto successo.
Più tardi, la responsabile della formazione della Corte di Appello di Campobasso, nella regione Molise, che aveva avuto riscontri positivi sia da Sassari che dal Comune di Campobasso dove era stata realizzata una rete di SUAP per ben 32 comuni, decide di applicare la metodologia in un programma di formazione sul tema della Comunicazione pubblica. Il programma parte ad ottobre del 2003 e coinvolge i dirigenti e i cancellieri di tutta la regione. Il caso è riportato sul Manuale della Formazione Intervento edito nel 2005 da Impresa Insieme e viene illustrato di seguiito
La direzione generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia, che aveva messo nelle sue linee programmatiche per la formazione del 2004 l'uso della formazione-intervento chiede dunque al prof. Di Gregorio di realizzare un programma di formazione per tutti i formatori presenti nella struttura centrale e periferiche della Giustizia sull'uso della metodologia.
Il programma, di due giorni, si svolge a Fiuggi a maggio del 2004.
Partono dunque i progetti di formazione-intervento per il coinvolgimento dei dirigenti di tutte le sedi in Italia. L'obiettivo sarà quello di fare in modo che i dirigenti apprendano la metodologia per utilizzarla al fine del coinvolgimento partecipativo dei propri collaboratori su progetti di miglioramento dell'efficienza dell'organizzazione del lavoro e della qualità dei servizi erogati alla collettività. I dirigenti si eserciteranno nell'uso della metodologia realizzando il piano di formazione per il 2005.
Il prof. Renato Di Gregorio, assieme alla dott.ssa Mancini, realizzerà il programma che coinvolge tutta la dirigenza della regione Sicilia e che si sviluppa dal 18 di novembre 2004 al 14 di dicembre del 2005.
Il prof Di Gregorio, parallelamente realizzerà anche il programma di coinvolgimento di tutta la dirigenza della regione Lombardia.
Il racconto dell'esperienza complessiva viene pubblicato sull'8° Rapporto sulla Formazione Pubblica edito dalla Scuola Superiore della P.A. in occasione del FORUM P.A. del maggio 2005.
La dirigenza della regione Sicilia rinnova l'esperienza con un successivo programma di formazione-intervento su uno dei progetti inscritto nel programma di formazione 2005 e cioè quello teso ad aumentare la competenza della dirigenza sulla "gestione delle risorse umane".
2012 - Corte di Appello del Molise
La Corte di Appello di Campobasso ha avviato un programma di formazione per il personale interno sulla comunicazione pubblica, in applicazione della legge 150 del 2000 e della Direttiva del febbraio 2002.
La formazione ha riguardato la fascia della dirigenza e le fasce sottostanti per un totale di 110 persone.
La metodologia usata è stata quella della Formazione-Intervento.
Dopo la fase di formulazione strategica effettuata con il presidente della Corte di Appello e la decisione di attivare un programma di sviluppo della Comunicazione dell'Ente nel rispetto della legge 150 del 2000, si è passati alla fase di condivisione strategica con la dirigenza e poi con la fase di progettazione partecipata prima con la dirigenza e poi con l'insieme dei cancellieri della Corte.
La prima fase di progettazione partecipata ha riguardato la dirigenza. Essa è stata impegnata nella definizione del piano di comunicazione dell'ente. Il piano è stato suddiviso in tre parti: la comunicazione istituzionale, la comunicazione interna e la comunicazione del servizio. La dirigenza ha così definito, per ciascuna dei tre tipi di comunicazione, gli strumenti di comunicazione prioritari . Questi, a loro volta sono diventati gli obiettivi di progetto affidati al personale impegnato nel programma successivo.
La seconda fase di progettazione partecipata ha coinvolto i cancellieri a gruppi di circa venticinque unità. I cancellieri hanno seguito un programma articolato in quattro giornate metodologiche. Tra una giornata e l'altra essi si sono impegnati a progettare gli strumenti di comunicazione inerenti il piano di comunicazione progettato dalla dirigenza.
Durante la fase di analisi e di benchmarking sono state collocate due giornate tematiche sulla comunicazione pubblica orientate in ragione dei progetti affidati ai gruppi.
Il gruppo dei cancellieri ha così progettato i seguenti strumenti: il portale, la guida dei servizi, gli accordi e le alleanze per la comunicazione, la brochure istituzionale, accordi di stage con l'Università, sistema di riunioni interne, la bacheca interna, il layout degli uffici, la segnaletica interna, sistema di Customer Satisfaction, sistema di miglioramento del Benessere Organizzativo, accordi con Banche e Notai
La formazione ha riguardato la fascia della dirigenza e le fasce sottostanti per un totale di 110 persone.
La metodologia usata è stata quella della Formazione-Intervento.
Dopo la fase di formulazione strategica effettuata con il presidente della Corte di Appello e la decisione di attivare un programma di sviluppo della Comunicazione dell'Ente nel rispetto della legge 150 del 2000, si è passati alla fase di condivisione strategica con la dirigenza e poi con la fase di progettazione partecipata prima con la dirigenza e poi con l'insieme dei cancellieri della Corte.
La prima fase di progettazione partecipata ha riguardato la dirigenza. Essa è stata impegnata nella definizione del piano di comunicazione dell'ente. Il piano è stato suddiviso in tre parti: la comunicazione istituzionale, la comunicazione interna e la comunicazione del servizio. La dirigenza ha così definito, per ciascuna dei tre tipi di comunicazione, gli strumenti di comunicazione prioritari . Questi, a loro volta sono diventati gli obiettivi di progetto affidati al personale impegnato nel programma successivo.
La seconda fase di progettazione partecipata ha coinvolto i cancellieri a gruppi di circa venticinque unità. I cancellieri hanno seguito un programma articolato in quattro giornate metodologiche. Tra una giornata e l'altra essi si sono impegnati a progettare gli strumenti di comunicazione inerenti il piano di comunicazione progettato dalla dirigenza.
Durante la fase di analisi e di benchmarking sono state collocate due giornate tematiche sulla comunicazione pubblica orientate in ragione dei progetti affidati ai gruppi.
Il gruppo dei cancellieri ha così progettato i seguenti strumenti: il portale, la guida dei servizi, gli accordi e le alleanze per la comunicazione, la brochure istituzionale, accordi di stage con l'Università, sistema di riunioni interne, la bacheca interna, il layout degli uffici, la segnaletica interna, sistema di Customer Satisfaction, sistema di miglioramento del Benessere Organizzativo, accordi con Banche e Notai
Naturalmente la progettazione realizzata è servita a sviluppare un complessivo apprendimento da parte del personale disposto ai vari livelli di responsabilità della Corte di Appello sul tema della Comunicazione, oltre che produrre le specifiche tecniche per la realizzazione concreta degli strumenti di comunicazione necessari all'Ente.
L'iniziativa è stata coordinata dalla struttura di formazione della Corte di Appello che aveva promosso l'intervento dopo aver saputo del successo ottenuto da un intervento simile condotto in Sardegna sul ruolo del giudice unico, realizzato sempre da Impresa Insieme.
L'iniziativa è stata coordinata dalla struttura di formazione della Corte di Appello che aveva promosso l'intervento dopo aver saputo del successo ottenuto da un intervento simile condotto in Sardegna sul ruolo del giudice unico, realizzato sempre da Impresa Insieme.
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Il progetto di formazione-intervento ha avuto la finalità di sviluppare una adeguata "condivisione strategica" del processo di privatizzazione del Business del Sale, appartenente al Monopolio Sale e Tabacchi dello Stato Italiano, e una specifica "progettazione partecipata" per dare alla nuova azienda che si andava a formare i necessari sistemi gestionali per poter operare sul mercato concorrenziale.